La situazione di massimo pericolo con il motocoltivatore è la retromarcia con la fresa montata. Andando all'indietro l'operatore si muove verso di sé e, se inciampa o si trova contro un ostacolo come un muretto, un albero o una recinzione, viene raggiunto dalla fresa in rotazione. Le norme tecniche per queste macchine, storicamente la EN 709, prevedono che l'inserimento della retromarcia escluda automaticamente la rotazione della fresa: è un interblocco che le macchine meno recenti non hanno e che quelle nuove hanno, ma può essere eluso.
Un secondo punto riguarda le stegole reversibili, che permettono di ruotarle di mezzo giro per usare attrezzature anteriori come la barra falciante. In alcune configurazioni l'operatore si ritrova con gli organi lavoratori dalla sua parte: la macchina deve impedire la rotazione della fresa posteriore con stegole girate, e questa funzione va verificata.
Il motocoltivatore è anche instabile: su pendenze laterali, cigli di fossi e terrazzamenti può ribaltarsi o sfuggire al controllo trascinando l'operatore. Lo stesso vale quando la fresa incontra un sasso o una radice e la macchina fa un balzo in avanti o di lato. Le precauzioni sono lavorare lungo la massima pendenza solo nei limiti indicati dal fabbricante, tenere sempre i piedi a distanza dalla fresa, indossare calzature robuste con suola antiscivolo e puntale, e non lavorare mai su terreni bagnati o vicini a dislivelli non protetti, dove una sbandata di pochi centimetri basta a far precipitare macchina e operatore.