Il D.Lgs. 150/2012, che ha recepito la Direttiva 2009/128/CE sull'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, ha reso obbligatorio il controllo funzionale periodico delle macchine irroratrici in uso professionale. Il controllo è eseguito da centri prova autorizzati dalle Regioni e verifica lo stato della pompa, del manometro, degli ugelli, dei filtri, della barra o del ventilatore e l'assenza di perdite. L'intervallo tra i controlli, inizialmente quinquennale, è stato portato a tre anni dal 2020; le macchine nuove devono essere sottoposte al primo controllo entro cinque anni dall'acquisto.
Il controllo produce un attestato e un contrassegno da applicare sulla macchina. Pur avendo finalità prevalentemente ambientali, ha effetti importanti anche sulla sicurezza: una macchina senza perdite, con manometro funzionante e protezioni integre espone meno l'operatore e chi si trova nelle vicinanze. Alla regolazione strumentale eseguita in occasione del controllo si affianca la regolazione periodica che l'agricoltore effettua per adattare la macchina alla coltura.
Per il RSPP l'attestato di controllo funzionale è un documento da archiviare insieme al libretto della macchina e alle registrazioni di manutenzione. In un sopralluogo, la mancanza del contrassegno o un attestato scaduto sono segnali di una gestione approssimativa delle attrezzature, che in genere si accompagna ad altre carenze: griglie della ventola rotte, protezioni del cardano mancanti, perdite dai raccordi.