Dopo trattori e macchine, questo blocco si sposta sugli agenti che non si vedono ma che in agricoltura producono buona parte delle malattie professionali: prodotti fitosanitari, altri agenti chimici, microrganismi, polveri organiche, rumore e vibrazioni dei mezzi. La differenza rispetto all'infortunio da ribaltamento è il tempo: l'esposizione si accumula per anni e il danno emerge tardi, spesso quando il lavoratore è già in pensione o ha cambiato azienda.
I riferimenti del D.Lgs. 81/08 sono quattro titoli distinti: il Titolo IX Capo I per gli agenti chimici, il Titolo X per gli agenti biologici, il Titolo VIII Capo II per il rumore e il Capo III per le vibrazioni meccaniche. A questi si somma una normativa di settore molto specifica, il D.Lgs. 150/2012 sull'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari con il relativo Piano d'Azione Nazionale, che disciplina chi può acquistare e usare questi prodotti e come devono essere conservati e distribuiti.
Per il RSPP o l'ASPP che entra in un'azienda agricola la sfida è doppia. Da un lato deve integrare nel documento di valutazione dei rischi obblighi che nascono da norme agricole e ambientali, non solo prevenzionistiche. Dall'altro deve fare i conti con una realtà fatta di lavoro stagionale, coadiuvanti familiari, terzisti e attività svolte all'aperto in condizioni variabili, dove la stessa operazione cambia profilo di rischio a seconda del giorno, del vento e della coltura.