Il D.Lgs. 14 agosto 2012 n. 150 recepisce la direttiva 2009/128/CE, che ha istituito un quadro comunitario per ridurre i rischi e gli impatti dei prodotti fitosanitari sulla salute umana e sull'ambiente. L'impostazione è di filiera: non si limita all'utilizzatore, ma coinvolge distributori, consulenti, centri di controllo delle irroratrici e pubbliche amministrazioni che gestiscono aree verdi o ferrovie.
Gli strumenti principali del decreto sono la formazione obbligatoria e il certificato di abilitazione per le figure professionali, l'informazione alla popolazione, il controllo funzionale periodico delle macchine irroratrici, il divieto di irrorazione aerea salvo deroghe, la tutela dell'ambiente acquatico e delle acque potabili, le limitazioni nelle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili, le regole su manipolazione e stoccaggio dei prodotti e su gestione degli imballaggi, la difesa integrata obbligatoria per tutte le aziende dal 2014.
Per chi si occupa di sicurezza del lavoro il punto chiave è che molte di queste prescrizioni sono contemporaneamente misure ambientali e misure di prevenzione per l'operatore. Un deposito a norma ai sensi del PAN riduce anche l'esposizione dei lavoratori; una macchina irroratrice controllata e tarata riduce la deriva e quindi la contaminazione di chi la guida. Il DVR può e deve richiamare questi adempimenti, verificandone l'effettiva attuazione in campo invece di limitarsi a citarli.