L'etichetta del prodotto fitosanitario è il primo strumento di valutazione del rischio, perché unisce le informazioni di classificazione secondo il Regolamento CE 1272/2008, il cosiddetto CLP, con le prescrizioni d'uso autorizzate. Vi si trovano pittogrammi, avvertenza «Pericolo» o «Attenzione», indicazioni di pericolo con codice H, consigli di prudenza con codice P, frasi supplementari EUH, dosi, colture, intervallo di sicurezza, tempo di rientro e frasi di mitigazione per l'ambiente.
Nel linguaggio CLP il teschio con tibie incrociate indica tossicità acuta di categoria elevata, la sagoma umana con stella interna segnala pericoli gravi per la salute come cancerogenicità, mutagenicità, tossicità riproduttiva o per organi bersaglio, la corrosione indica danni cutanei o oculari gravi, il punto esclamativo effetti meno gravi, l'albero e il pesce morti il pericolo per l'ambiente acquatico. Frasi come H317 per la sensibilizzazione cutanea o H361 per sospetta tossicità sulla riproduzione orientano la scelta dei DPI e la tutela delle lavoratrici in gravidanza.
La frase EUH401 ricorda che per evitare rischi per la salute umana e l'ambiente occorre seguire le istruzioni per l'uso. In azienda conviene creare una scheda sintetica per ogni prodotto in uso, ricavata dall'etichetta, con DPI richiesti, tempo di rientro e misure di primo soccorso, da affiggere nella zona di preparazione e da usare in formazione, aggiornandola a ogni nuova etichetta.