Due concetti vengono spesso confusi. Il tempo di rientro è l'intervallo che deve trascorrere tra il trattamento e l'ingresso di persone nell'area trattata senza DPI, per tutelare chi lavora a contatto con la vegetazione: potatura verde, legatura, diradamento, raccolta. L'intervallo di sicurezza, detto anche tempo di carenza, è invece il numero di giorni tra l'ultimo trattamento e la raccolta, stabilito per rispettare i limiti massimi di residui negli alimenti e quindi tutelare il consumatore.
Il tempo di rientro è indicato in etichetta quando la valutazione del prodotto lo ha previsto; in sua assenza, la prassi prudente è attendere almeno la completa asciugatura della vegetazione e, nelle serre e nei tunnel, un'adeguata aerazione prima di rientrare. Il contatto con le foglie bagnate di miscela durante le operazioni manuali è una via di esposizione cutanea importante e poco percepita, perché il lavoratore non ha visto il trattamento e non indossa protezioni.
In concreto l'azienda deve segnalare gli appezzamenti trattati, per esempio con cartelli all'ingresso che riportano data e ora del trattamento e data di possibile rientro, e informare tempestivamente le squadre di raccolta, che spesso sono composte da stagionali o da lavoratori di imprese terze. Il caposquadra che decide dove mandare le persone la mattina deve avere accesso al registro dei trattamenti o a una lavagna aggiornata, altrimenti la regola resta sulla carta.