Le vie di esposizione sono tre: cutanea, inalatoria e ingestione. Per l'operatore agricolo la via cutanea è generalmente prevalente, perché le gocce si depositano su mani, avambracci, collo e viso, e molti principi attivi attraversano la pelle, in modo accentuato se la cute è sudata, lesionata o calda. Mani e avambracci, in particolare durante la miscelazione e la pulizia degli ugelli, ricevono la quota maggiore della contaminazione.
L'inalazione riguarda aerosol, polveri e vapori, ed è significativa nella distribuzione con trattore senza cabina, nei trattamenti in serra e negli atomizzatori in frutteti e vigneti, dove la nube investe facilmente il conducente. L'ingestione avviene soprattutto in modo indiretto: fumare, mangiare o bere con le mani contaminate, oppure soffiare in un ugello otturato, gesto da vietare esplicitamente in procedura. Rare ma gravissime sono le ingestioni accidentali da prodotti travasati in bottiglie per bevande.
La conoscenza delle vie di ingresso ha una conseguenza pratica: la protezione deve concentrarsi dove il carico è maggiore. Ciò significa guanti adeguati durante la preparazione, maniche lunghe e copricapo durante la distribuzione, lavaggio delle mani prima di ogni pausa e disponibilità di acqua pulita e sapone sul mezzo o in campo, con una tanica dedicata e chiaramente identificata. La presenza dell'acqua di lavaggio a bordo del trattore è una verifica semplice che dice molto sul livello di prevenzione dell'azienda.