Il tetano è causato dalla tossina prodotta da Clostridium tetani, un batterio le cui spore sono diffuse nel terreno, nella polvere e nelle deiezioni animali e resistono per anni nell'ambiente. L'infezione avviene attraverso ferite, anche piccole e apparentemente banali: una spina, un graffio da filo di ferro della recinzione, una puntura con un attrezzo sporco di terra, una lesione da paletto del vigneto. La malattia colpisce il sistema nervoso con contratture muscolari e ha una letalità elevata.
In Italia la vaccinazione antitetanica è obbligatoria per diverse categorie professionali in base alla Legge 5 marzo 1963 n. 292 e successive modifiche, tra cui i lavoratori agricoli, gli allevatori e gli addetti alla cura degli animali. Il ciclo primario prevede tre dosi, e la protezione va mantenuta con richiami periodici, indicati generalmente ogni dieci anni dal calendario vaccinale. Nelle persone anziane, numerose fra i coltivatori diretti e i familiari, la copertura è spesso incompleta o non documentata.
In azienda le azioni concrete sono tre. La prima è verificare lo stato vaccinale con il medico competente e registrare le date dei richiami, anche per i lavoratori stagionali. La seconda è dotare ogni mezzo e ogni punto di lavoro di un minimo di materiale per lavare e disinfettare le ferite. La terza è far passare il messaggio che una ferita sporca di terra richiede una valutazione sanitaria, che può portare a richiamo vaccinale o a somministrazione di immunoglobuline in base alla storia vaccinale della persona.