La valutazione delle vibrazioni, secondo l'art. 202, può basarsi sull'osservazione delle condizioni di lavoro e su informazioni attendibili sui livelli emessi dalle attrezzature, oppure su misurazioni. Per le macchine agricole la strada più praticabile è spesso l'uso combinato dei dati del costruttore, delle banche dati come il Portale Agenti Fisici e di misure mirate sulle attrezzature più critiche, secondo le norme ISO 5349 per il sistema mano braccio e ISO 2631 per il corpo intero.
Il calcolo dell'A(8) richiede di stimare il tempo effettivo di esposizione, cioè il tempo in cui l'attrezzatura vibra nelle mani o il mezzo è in movimento, non la durata del turno. Un operatore che lavora con l'abbacchiatore per otto ore di presenza in oliveto può averlo effettivamente in funzione per una frazione minore, per gli spostamenti tra le piante e le pause per stendere le reti; sovrastimare il tempo porta a conclusioni allarmistiche, sottostimarlo a conclusioni rassicuranti e sbagliate.
I valori dichiarati dai costruttori nelle istruzioni sono ottenuti in condizioni di prova e possono differire da quelli reali, spesso in difetto; alcune linee guida suggeriscono correttivi per tenerne conto. Va annotata la fonte di ogni dato usato. Una valutazione ben costruita indica, per ogni mansione, le attrezzature, i tempi stimati, i valori adottati e l'esito, così che il medico competente possa organizzare la sorveglianza e che ogni cambiamento di attrezzatura si traduca in un aggiornamento immediato.