La mungitura è un'attività quotidiana, ripetuta più volte al giorno, che combina rischi biomeccanici e rischio di calci. Nelle sale a spina di pesce e a pettine l'operatore lavora in una fossa con l'animale sopra il livello del pavimento: l'altezza della fossa rispetto alla corporatura del mungitore determina se le braccia lavorano all'altezza giusta o costantemente sollevate sopra le spalle. Le sale rotative riducono gli spostamenti ma aumentano la cadenza, mentre i robot di mungitura spostano il lavoro su sorveglianza, pulizia e interventi su animali che non entrano nel box.
I movimenti di preparazione del capezzolo, pre-dipping, attacco e stacco del gruppo prendono più volte ogni minuto e caricano polsi, gomiti e spalle; per questo la valutazione del sovraccarico degli arti superiori con i metodi della norma ISO 11228-3, come l'OCRA, è pertinente. Pavimenti bagnati, presenza di detergenti per il lavaggio dell'impianto, rumore delle pompe del vuoto e temperature basse in inverno completano il quadro.
Le misure efficaci sono il fondo fossa regolabile o le pedane, la rotazione tra mungitori, i bracci di supporto per i gruppi di mungitura, il distacco automatico, guanti in nitrile che proteggono anche dalle infezioni della mammella e una barriera anticalcio. Il calcio della bovina nella fossa colpisce spesso l'avambraccio o il viso: avvicinarsi lateralmente e far sentire la propria presenza riduce le reazioni di sorpresa.