Il lavoro in bosco si svolge in un ambiente che cambia ogni giorno: terreno in pendenza, sassi e radici, ceppaie, sottobosco fitto, condizioni meteo variabili e piante con difetti non sempre visibili. Le attività tipiche sono il taglio e l'abbattimento, l'allestimento con sramatura e sezionatura, l'esbosco fino alla strada e il carico su mezzi di trasporto, oltre alla manutenzione di sentieri e fasce tagliafuoco con il decespugliatore. Gli infortuni più gravi derivano dalla caduta di alberi o rami, dal contatto con la catena della motosega, dal rotolamento di tronchi su pendio e dal ribaltamento dei mezzi.
Il cantiere forestale non è un cantiere edile nel senso del Titolo IV, ma va comunque organizzato: delimitazione e segnaletica sulle strade e sentieri che lo attraversano, definizione delle zone di abbattimento e di esbosco, distanze tra le squadre, punto di raccolta per l'emergenza raggiungibile dai soccorsi, presenza di mezzi di comunicazione efficaci e kit di primo soccorso adeguato al tipo di ferite attese.
Le imprese forestali sono spesso piccole, con titolari che lavorano insieme ai dipendenti e con ricorso a squadre di altre ditte o lavoratori autonomi per singole fasi: nei lotti boschivi venduti in piedi convivono il proprietario, l'acquirente del legname e le ditte esecutrici. Chiarire chi è il datore di lavoro e chi coordina ogni fase è il primo passo per applicare correttamente l'art. 26 del D.Lgs. 81/08 alla gestione del lotto.