Motoseghe e decespugliatori trasmettono vibrazioni al sistema mano-braccio e producono livelli di rumore elevati all'orecchio dell'operatore. Per le vibrazioni il Titolo VIII, Capo III, del D.Lgs. 81/08 fissa per il sistema mano-braccio un valore d'azione di 2,5 m/s² e un valore limite di 5 m/s², riferiti alle otto ore. Le macchine moderne dichiarano nel manuale i valori di emissione misurati, ma i valori reali in bosco dipendono da affilatura, stato degli antivibranti, tipo di legno e tempo effettivo di taglio, spesso sottostimato.
L'esposizione prolungata, soprattutto in combinazione con il freddo e l'umidità, è associata alla sindrome da vibrazioni mano-braccio, con il fenomeno di Raynaud: dita che diventano bianche e insensibili, oltre a disturbi neurologici e articolari. Il freddo agisce perché riduce la circolazione periferica, per cui mantenere le mani calde e asciutte, con guanti adatti e pause in luogo riparato, è una misura di prevenzione effettiva.
Per il rumore, i livelli delle motoseghe sono ampiamente superiori ai valori superiori di azione e la cuffia va indossata per tutto il tempo di funzionamento, anche dagli aiutanti vicini. Le misure gestionali comprendono la scelta di macchine a bassa emissione, la sostituzione degli elementi antivibranti usurati, l'alternanza con lavori senza attrezzi a motore e la sorveglianza sanitaria del medico competente quando l'esposizione supera i valori d'azione. Il calcolo dell'esposizione va fatto con tempi reali raccolti sul campo.