Boscaioli, allevatori al pascolo, addetti alla manutenzione del verde e pastori sono esposti al morso delle zecche, che vivono nell'erba alta, nel sottobosco e ai margini dei boschi, e si attaccano a chi passa. Le principali malattie trasmesse in Italia sono la malattia di Lyme, causata da Borrelia burgdorferi, con il tipico eritema che si allarga attorno al punto del morso nei giorni successivi, e l'encefalite da zecche, una malattia virale del sistema nervoso centrale presente soprattutto in alcune aree delle regioni nordorientali, per la quale esiste un vaccino efficace.
La prevenzione si basa su abiti chiari che rendono visibili le zecche, maniche lunghe e pantaloni infilati nelle calze o negli stivali, repellenti cutanei e, per gli abiti, prodotti specifici, e soprattutto sull'ispezione accurata del corpo a fine giornata, comprese le pieghe cutanee, il cuoio capelluto, le ascelle e l'inguine. La zecca va rimossa al più presto con una pinzetta a punte sottili, afferrandola vicino alla pelle e tirando con delicatezza, senza usare olio, alcol o calore, che la stimolano a rigurgitare.
Il punto del morso va disinfettato e sorvegliato per circa un mese: la comparsa di eritema o di febbre va segnalata al medico. Nel DVR il rischio va trattato come rischio biologico potenziale per le mansioni all'aperto, coinvolgendo il medico competente per l'eventuale offerta vaccinale nelle zone endemiche e per le informazioni ai lavoratori.