B-SP1 Agricoltura, silvicoltura e zootecnica · Blocco 4/4 (12–16 h) · Slide 45/50

Freddo, pioggia e terreno ghiacciato nei lavori invernali

Il taglio del bosco ceduo si concentra spesso nella stagione autunnale e invernale, così come molte potature e i lavori di stalla, svolti in strutture aperte o poco riscaldate. Il freddo, specie se combinato con vento e umidità, riduce la destrezza delle mani, rallenta i riflessi e aumenta il rischio di errori con utensili taglienti. L'ipotermia si manifesta con brividi intensi, movimenti impacciati, confusione e sonnolenza; i congelamenti colpiscono dita, orecchie e naso. Anche in ambienti non estremi, il lavoratore bagnato dalla pioggia che resta fermo durante le pause si raffredda rapidamente.

La norma UNI EN ISO 11079 fornisce un metodo per valutare l'isolamento del vestiario necessario in ambienti freddi. Nella pratica le misure sono l'abbigliamento a strati traspiranti con uno strato esterno impermeabile, il cambio di guanti e calze asciutti, le pause in un luogo riparato e riscaldato, come il furgone o una baracca, e la disponibilità di bevande calde. Il freddo aggrava anche gli effetti delle vibrazioni mano-braccio, per cui le impugnature riscaldate di alcune motoseghe sono una scelta utile.

Il terreno gelato o innevato modifica la tecnica di lavoro: aumentano le scivolate con la motosega in mano, i tronchi scivolano più facilmente in pendio, i mezzi perdono aderenza. Le giornate corte riducono la luce disponibile e spingono a lavorare fino al tramonto. La pianificazione invernale deve quindi prevedere orari compatibili con la luce, ramponi o suole adatte e la sospensione dei lavori con gelicidio o neve abbondante.