Il punto 2.2.3 dell'Allegato XV impone di suddividere l'opera in fasi di lavoro e, quando la complessità lo richiede, in sottofasi, effettuando l'analisi dei rischi presenti con riferimento all'area e all'organizzazione del cantiere, alle lavorazioni e alle loro interferenze, escludendo quelli specifici propri dell'attività dell'impresa. La precisazione è importante: il PSC non sostituisce la valutazione dei rischi tipici del mestiere, che restano nel POS.
L'allegato elenca rischi su cui il piano deve soffermarsi in modo particolare: investimento da veicoli circolanti nell'area di cantiere, seppellimento negli scavi, caduta dall'alto, insalubrità dell'aria nei lavori in galleria, instabilità delle pareti e della volta nei lavori in galleria, estese demolizioni o manutenzioni dove le modalità tecniche di attuazione siano definite in fase di progetto, incendio o esplosione connessi a lavorazioni e materiali pericolosi utilizzati in cantiere, sbalzi eccessivi di temperatura, elettrocuzione, rumore, uso di sostanze chimiche.
Per ciascun rischio il PSC deve indicare scelte progettuali e organizzative, procedure, misure preventive e protettive e, se necessario, tavole e disegni tecnici esplicativi. Un esempio di buona prescrizione: «scavo per vasca di prima pioggia profondo 3 metri, realizzato con pareti armate tramite cassoni metallici; accesso solo tramite scala vincolata; mezzi a distanza dal ciglio indicata nella tavola 4». Così il PSC diventa verificabile in cantiere.