La planimetria di cantiere, che l'articolo 100 indica come contenuto minimo del PSC, è il documento che traduce in spazio le scelte organizzative. Va redatta in scala, con un orientamento chiaro e una legenda, e deve rappresentare almeno il perimetro e la recinzione, gli accessi, la viabilità interna, le aree di lavoro, le zone di deposito e di stoccaggio, gli impianti e i baraccamenti, le reti esistenti interrate e aeree, il raggio d'azione degli apparecchi di sollevamento e il punto di raccolta per l'emergenza.
L'articolo 109 stabilisce che il cantiere, in relazione al tipo di lavori effettuati, deve essere dotato di recinzione avente caratteristiche idonee a impedire l'accesso agli estranei alle lavorazioni. L'articolo 108 richiede che la circolazione all'interno del cantiere sia organizzata secondo le disposizioni dell'Allegato XVIII, con vie di transito praticabili, stabili e di larghezza adeguata ai mezzi, e con la separazione dei percorsi pedonali da quelli veicolari quando necessario.
In un cantiere urbano con ingresso unico su strada è buona prassi prevedere un cancello carrabile e un accesso pedonale distinto, una zona di attesa per i mezzi in arrivo all'interno della recinzione per non bloccare il traffico esterno e un moviere o un semaforo per le manovre in uscita. All'ingresso va esposto il cartello di cantiere con i dati dell'opera, i nominativi dei soggetti responsabili e dei coordinatori. L'uscita dei mezzi sulla strada pubblica richiede inoltre la pulizia delle ruote, per non trascinare fango e detriti.