I ponteggi metallici fissi impiegati in Italia rientrano in tre famiglie costruttive. Il ponteggio a tubi e giunti è formato da tubi in acciaio, di solito con diametro esterno di 48,3 millimetri, collegati da giunti ortogonali, girevoli e di testata: è il più versatile, adatto a sagome irregolari, chiese e impianti industriali, ma richiede montatori esperti perché la resistenza dipende dal corretto serraggio di ogni giunto.
Il ponteggio a telai prefabbricati usa telai ad H o a portale, collegati da diagonali e correnti e sormontati da impalcati metallici: si monta rapidamente ed è il più diffuso nelle facciate di edifici residenziali regolari. Il ponteggio a montanti e traversi prefabbricati, detto anche multidirezionale, impiega montanti con rosette o nodi predisposti nei quali si innestano traversi e diagonali con cunei: unisce velocità di montaggio e adattabilità, ed è frequente in industria, cantieri navali e strutture complesse.
Ogni sistema ha regole proprie su ancoraggi, carichi, altezze e componenti ammessi, contenute nell'autorizzazione ministeriale e nel libretto del fabbricante. Mescolare elementi di fabbricanti o sistemi diversi, per esempio telai di una marca con impalcati di un'altra, significa uscire dallo schema autorizzato: si tratta di un errore frequente nei cantieri piccoli, dove il materiale viene recuperato da più forniture e assemblato senza che nessuno controlli la compatibilità. Di ciascuna famiglia vanno conosciuti i punti deboli tipici.