Ogni impalcato su cui si lavora o si transita deve essere completo, privo di vuoti e fissato in modo da non scivolare né sollevarsi. Gli impalcati metallici prefabbricati sono dotati di ganci di blocco: un impalcato appoggiato ma non agganciato può ribaltarsi quando qualcuno ci cammina sul bordo.
Il parapetto prescritto dall'Allegato XVIII, punto 2.1.5, è composto da un corrente superiore posto ad almeno 1 metro dal piano di calpestio, da una tavola fermapiede alta non meno di 15 centimetri, messa di costa e poggiante sul piano di calpestio, e da correnti intermedi disposti in modo che tra il fermapiede e il corrente superiore non resti una luce libera superiore a 60 centimetri. Il parapetto va montato su tutti i lati esposti, comprese le testate, che spesso vengono trascurate quando il ponteggio termina contro un edificio adiacente.
L'articolo 138 richiede che gli intavolati siano accostati alla costruzione; solo per lavori di finitura è ammesso un distacco non superiore a 20 centimetri. Quando il ponteggio è distante dalla facciata, per esempio per la presenza di cornicioni o balconi, il lato interno diventa un bordo esposto e va protetto con un parapetto o con mensole interne che chiudono il vuoto. Durante il sopralluogo conviene guardare il ponteggio anche dall'interno dei locali: è da lì che si notano meglio i distacchi eccessivi tra impalcato e muratura. Anche gli impalcati di testata e quelli in corrispondenza degli angoli dell'edificio devono risultare continui.