Lo smontaggio è spesso vissuto come un'operazione rapida di fine cantiere, affidata a chi è disponibile, con la pressione di liberare il marciapiede o restituire il materiale a noleggio. In realtà presenta rischi propri: la struttura perde progressivamente controventi e ancoraggi, i parapetti vengono tolti mentre si lavora ancora a quel livello, il materiale smontato va calato a terra e la zona sottostante è spesso ancora frequentata.
La regola generale è procedere in ordine inverso al montaggio, dall'alto verso il basso, una stilata alla volta, e rimuovere gli ancoraggi solo quando si è arrivati al livello corrispondente, mai prima. Smontare tutti gli ancoraggi della facciata per comodità e poi scendere con gli impalcati lascia la parte alta del ponteggio libera, esposta al vento e al ribaltamento.
Il montatore deve rimanere protetto contro la caduta anche quando il parapetto del suo livello è già stato rimosso: il PiMUS indica i punti di aggancio dell'imbracatura e, dove disponibile, l'uso dei parapetti anticipati in senso inverso. Gli elementi si calano con carrucola, argano o gru, raccolti in contenitori o legati in fasci: il lancio dall'alto di tubi e giunti è vietato e causa infortuni anche a distanza dalla base. Prima di iniziare va recintata un'area di rispetto adeguata all'altezza e va verificato che nessuna impresa stia ancora lavorando sul fronte interessato. Anche lo smontaggio richiede la sorveglianza di un preposto e montatori formati.