Il collasso di un carico sospeso deriva molto spesso non dalla gru ma da ciò che si trova tra il gancio e il carico. L'Allegato VI del D.Lgs. 81/08 prevede, in mancanza di indicazioni diverse del fabbricante, verifiche trimestrali sullo stato di conservazione di funi e catene degli apparecchi di sollevamento, da annotare su apposito registro. Per le funi metalliche si osservano fili rotti, schiacciamenti, nodi, corrosione, gabbie di uccello, riduzione del diametro; i criteri di scarto sono definiti dalla norma tecnica ISO 4309 e dal manuale del fabbricante.
Gli accessori di sollevamento, come brache in fune, in catena o in fibra tessile, grilli, ganci, bilancini e forche per pallet, sono a loro volta prodotti marcati CE ai sensi della Direttiva Macchine, con portata massima indicata su targhetta o etichetta. Una braca tessile senza etichetta leggibile va eliminata, perché non è più possibile conoscerne la portata. Va ricordato che la portata cala con l'angolo tra i bracci: con due bracci aperti a 90 gradi la portata utile dell'insieme è sensibilmente inferiore alla somma delle portate nominali.
In cantiere gli errori ricorrenti sono le brache tessili tagliate dagli spigoli vivi di travi e casseri, l'uso di forche per pallet su materiale non pallettizzato, la catena annodata per accorciarla, il gancio senza dispositivo di chiusura. L'ASPP può organizzare una rastrelliera di accessori con codici identificativi e un controllo visivo prima dell'uso affidato all'imbracatore formato.