La conduzione della gru a torre rientra tra le attività che richiedono una specifica abilitazione degli operatori, oggi disciplinata dall'Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025 che ha riordinato in un unico testo la formazione su salute e sicurezza, comprese le abilitazioni prima regolate dall'accordo del 2012. Il percorso comprende moduli giuridici, tecnici e pratici con verifica finale, distinguendo tra gru a rotazione in basso e in alto, e prevede un aggiornamento con cadenza quinquennale. L'abilitazione non sostituisce l'addestramento sul modello specifico, che il datore di lavoro deve comunque garantire.
Il gruista svolge una mansione per la quale il medico competente valuta l'idoneità con attenzione alla vista, all'udito, all'equilibrio e alle condizioni che possono provocare perdita improvvisa di coscienza. Le mansioni che comportano conduzione di gru rientrano inoltre tra quelle a rischio per l'assunzione di alcol e sostanze, con i relativi divieti e controlli.
La postazione di comando può essere la cabina in quota, la pulsantiera pensile o il radiocomando. La cabina deve avere accesso protetto, buona visibilità e microclima accettabile; il radiocomando consente al gruista di scegliere il punto da cui vedere meglio il carico, ma lo espone ai rischi di chi cammina in cantiere guardando verso l'alto. Quando il gruista non vede il punto di presa o di deposito, ad esempio dietro un edificio, deve operare con un segnalatore dedicato: lavorare «alla cieca» affidandosi a grida e gesti improvvisati è una delle cause tipiche di urti e schiacciamenti.