Gli utensili elettrici portatili usati in cantiere dovrebbero essere preferibilmente di classe II, a doppio isolamento, riconoscibili dal simbolo del doppio quadrato, oppure alimentati a batteria, soluzione sempre più diffusa che elimina il cavo e gran parte del rischio di elettrocuzione. Gli utensili di classe I, con collegamento a terra, sono ammessi ma richiedono un conduttore di protezione integro in tutta la catena tra presa e utensile.
Una situazione particolare è il lavoro in luoghi conduttori ristretti, come l'interno di serbatoi, tubazioni, cunicoli metallici o casseforme metalliche in cui l'operatore è circondato da parti conduttrici con libertà di movimento limitata. La sezione 706 della CEI 64-8 richiede in questi casi alimentazione a bassissima tensione di sicurezza tramite trasformatore di sicurezza posto all'esterno, oppure separazione elettrica con un solo utensile per ciascun trasformatore. Le lampade portatili usate in questi ambienti devono essere alimentate a bassissima tensione.
I gruppi elettrogeni, usati dove non c'è ancora la fornitura o per lavori isolati, vanno considerati a tutti gli effetti una sorgente di alimentazione: il sistema di protezione deve essere progettato in base al tipo di collegamento del neutro e alla presenza di un dispersore, e il gruppo deve disporre di protezione differenziale per le prese. Restano i rischi del rifornimento di carburante a motore caldo, dei gas di scarico in ambienti chiusi o semichiusi e del rumore, che ne suggerisce il posizionamento lontano dalle postazioni di lavoro.