La prima misura contro il rumore si prende al momento dell'acquisto o del noleggio. Le macchine destinate a funzionare all'aperto, come compressori, gruppi elettrogeni, escavatori, pale, martelli demolitori e betoniere, ricadono nella Direttiva 2000/14/CE, recepita in Italia con il D.Lgs. 262/2002, che impone di indicare sulla macchina il livello di potenza sonora garantito e, per molte categorie, fissa limiti massimi. Confrontare i valori in fase di scelta è un modo semplice per ridurre l'esposizione per tutta la vita del mezzo.
In cantiere si agisce poi con la manutenzione, che mantiene efficienti silenziatori, cofanature e guarnizioni; con il posizionamento delle sorgenti fisse lontano dalle postazioni di lavoro e dai baraccamenti; con barriere o schermi provvisori attorno a compressori e gruppi elettrogeni; con cabine chiuse e insonorizzate per gli operatori delle macchine; con la scelta di tecniche meno rumorose, come il taglio con filo diamantato o la demolizione con pinze idrauliche al posto del martello.
Le misure organizzative comprendono la programmazione delle lavorazioni più rumorose in fasce orarie in cui sono presenti meno lavoratori di altre imprese, compito che coinvolge il CSE, e la rotazione degli addetti. Gli otoprotettori vanno scelti in base al livello di esposizione e alla necessità di udire segnali di avvertimento e comunicazioni, che in cantiere sono essenziali. Il rumore verso l'esterno è soggetto a regole diverse, legate alle autorizzazioni comunali per attività temporanee.