B-SP3 Costruzioni · Blocco 4/4 (12–16 h) · Slide 4/50

Effetti sanitari: asbestosi, mesotelioma e latenza lunga

L'amianto è classificato dalla IARC nel gruppo 1, cancerogeno certo per l'uomo. Le fibre inalate, raggiungono gli alveoli e la pleura, dove i meccanismi di difesa non riescono a eliminarle. Da qui derivano le principali patologie correlate.

L'asbestosi è una fibrosi polmonare progressiva legata a esposizioni elevate e prolungate: il tessuto polmonare si irrigidisce e la capacità respiratoria si riduce in modo irreversibile. Le placche pleuriche sono ispessimenti della pleura, spesso calcificati, che di per sé hanno valore soprattutto di indicatore di avvenuta esposizione. Il mesotelioma maligno è il tumore tipico dell'amianto: colpisce pleura, peritoneo, pericardio o tunica vaginale del testicolo, ha prognosi molto severa e può insorgere anche dopo esposizioni modeste. Sono inoltre associati all'amianto il carcinoma del polmone, il cui rischio è moltiplicato nei fumatori, e i tumori di laringe e ovaio.

Il tratto più insidioso è la latenza: tra l'esposizione e la diagnosi passano tipicamente da venti a quaranta anni e oltre. Ciò significa che un errore commesso oggi in cantiere, ad esempio tagliare con il flessibile una lastra di copertura, produrrà eventuali conseguenze quando il lavoratore sarà in pensione e l'impresa forse non esisterà più.

Per i cancerogeni non è possibile individuare una soglia al di sotto della quale l'effetto sia escluso. Il valore limite di legge non è quindi una soglia di sicurezza, ma un tetto da non superare mai, mentre l'obiettivo resta ridurre l'esposizione al livello più basso tecnicamente possibile.