B-SP3 Costruzioni · Blocco 4/4 (12–16 h) · Slide 17/50

Silicosi e altre patologie da silice cristallina

La silicosi è una fibrosi polmonare provocata dall'accumulo di particelle di silice negli alveoli: i macrofagi che tentano di eliminarle vengono danneggiati, liberano sostanze infiammatorie e innescano la formazione di noduli fibrotici che progressivamente riducono la funzione respiratoria. La malattia è irreversibile e può continuare a progredire anche dopo la fine dell'esposizione.

Si distinguono tre forme. La silicosi cronica, la più comune, compare dopo dieci o più anni di esposizione moderata. La silicosi accelerata si sviluppa in cinque-dieci anni con esposizioni più elevate. La silicosi acuta, rara, insorge dopo esposizioni massive anche di pochi mesi ed è spesso fatale. Le recenti segnalazioni di forme rapide tra gli addetti alla lavorazione delle pietre agglomerate rientrano nelle ultime due categorie.

La silice cristallina respirabile è classificata dalla IARC nel gruppo 1 come cancerogena per il polmone. L'esposizione è inoltre associata a broncopneumopatia cronica ostruttiva, a un aumento del rischio di tubercolosi, a patologie renali e a malattie autoimmuni come l'artrite reumatoide e la sclerodermia.

Dal punto di vista assicurativo la silicosi, come l'asbestosi, ha una disciplina specifica nel DPR 1124/1965, che prevede regole particolari per la tutela e per i premi supplementari. Per il medico competente la sorveglianza include di norma l'anamnesi lavorativa dettagliata, la spirometria e, con la periodicità che ritiene opportuna, gli accertamenti radiologici; i lavoratori fumatori vanno informati del rischio aggiuntivo.