La segnaletica protegge dal traffico esterno, ma all'interno della zona di lavoro restano rischi rilevanti. Il primo è l'investimento da parte dei mezzi della stessa impresa: vibrofinitrici, rulli compattatori, fresatrici, autocarri ribaltabili e minipale si muovono in spazi ristretti, spesso in retromarcia, con ampi angoli ciechi. Servono avvisatori acustici e luminosi di retromarcia funzionanti, telecamere posteriori, un operatore a terra che guida le manovre restando visibile all'autista e una regola chiara: nessuno passa dietro un mezzo in movimento.
Le operazioni di stesa del conglomerato bituminoso espongono ai fumi del bitume, che contengono idrocarburi policiclici aromatici. La IARC ha classificato l'esposizione professionale alle emissioni del bitume durante la pavimentazione stradale nel gruppo 2B, possibilmente cancerogena per l'uomo. Le misure comprendono l'impiego di conglomerati a temperatura ridotta dove possibile, i sistemi di aspirazione dei fumi sulle vibrofinitrici, la posizione degli operatori sopravvento e il divieto di mangiare con mani e guanti contaminati.
Il conglomerato viene steso a temperature elevate e il contatto può causare ustioni gravi: servono scarpe con suola resistente al calore, pantaloni lunghi, guanti adeguati. D'estate la combinazione di sole, asfalto caldo e calore dei mezzi aumenta lo stress termico, trattato più avanti in questo blocco.
Infine il rumore e le vibrazioni di fresatrici, rulli e martelli richiedono la valutazione specifica e la scelta di DPI compatibili con la percezione dei segnali di allarme.