B-SP3 Costruzioni · Blocco 4/4 (12–16 h) · Slide 31/50

Spazi confinati in edilizia: dove si incontrano

Il DPR 14 settembre 2011, n. 177, disciplina la qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi che operano in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, richiamando gli articoli 66 e 121 del D.Lgs. 81/08 e il punto 3 dell'Allegato IV. L'articolo 66 vieta di far entrare lavoratori in pozzi neri, fogne, camini, fosse, gallerie e in ambienti e recipienti, condutture, caldaie e simili, dove sia possibile il rilascio di gas deleteri, senza che sia stata accertata l'assenza di pericolo o senza che l'atmosfera sia stata risanata. L'articolo 121 riguarda specificamente i lavori in pozzi, cunicoli, fogne e scavi in cui è possibile la presenza di gas o vapori tossici, asfissianti, infiammabili o esplosivi.

In edilizia gli spazi confinati sono più comuni di quanto si pensi: camerette e pozzetti della rete fognaria, collettori e cunicoli per sottoservizi, vasche, fosse biologiche e degrassatori, cisterne interrate da bonificare, intercapedini e vespai, cavedi tecnici stretti e profondi, pozzi per fondazioni, scavi profondi o in trincea con scarsa ventilazione, gallerie in costruzione, serbatoi da demolire.

La caratteristica comune è la combinazione di accessi limitati, ventilazione naturale insufficiente e possibilità che l'atmosfera interna sia pericolosa o lo diventi durante il lavoro. Conviene tenere nel DVR un elenco delle tipologie di spazio confinato che l'impresa può incontrare, perché il problema compare spesso come attività accessoria non pianificata: un allaccio fognario, la pulizia di una vasca, il recupero di un attrezzo caduto in un pozzetto.