B-SP3 Costruzioni · Blocco 4/4 (12–16 h) · Slide 34/50

Atmosfere pericolose: ossigeno, gas tossici e infiammabili

L'aria normale contiene circa il 20,9 per cento di ossigeno. In uno spazio confinato questa percentuale può ridursi per processi di fermentazione e ossidazione, per la presenza di gas inerti o per il consumo da parte di combustioni. Al di sotto del 19,5 per cento si parla comunemente di carenza di ossigeno; a livelli molto bassi la perdita di coscienza può essere quasi immediata, senza alcun segnale premonitore.

I gas tossici più frequenti in edilizia sono l'idrogeno solforato e il monossido di carbonio. L'idrogeno solforato si forma dalla decomposizione di sostanze organiche nelle fognature e nelle fosse biologiche; ha il tipico odore di uova marce, ma a concentrazioni elevate paralizza l'olfatto, quindi il fatto di non sentirlo più non è rassicurante. Il monossido di carbonio è inodore e proviene soprattutto dai motori a combustione interna: una motopompa o un generatore lasciati in uno scavo o vicino all'apertura di una vasca possono riempirla in breve tempo. L'anidride carbonica, più pesante dell'aria, si accumula sul fondo di pozzi e scavi.

I gas infiammabili, come il metano prodotto nelle reti fognarie o i vapori di idrocarburi in cisterne non bonificate, vengono misurati in percentuale rispetto al limite inferiore di esplosività.

Il rilevatore multigas portatile misura in genere ossigeno, gas infiammabili, idrogeno solforato e monossido di carbonio. Va calibrato e sottoposto a prova di funzionamento prima dell'uso; la misura iniziale si esegue dall'esterno, calando la sonda a diverse profondità, perché ogni gas tende a stratificarsi secondo la propria densità.