B-SP3 Costruzioni · Blocco 4/4 (12–16 h) · Slide 41/50

Misure organizzative contro il caldo: orari, pause, acclimatazione

Le misure più efficaci contro lo stress termico sono organizzative e vanno decise prima dell'estate, non il giorno dell'ondata di calore. La prima è la rimodulazione dell'orario: anticipare l'inizio alle prime ore del mattino e concentrare le lavorazioni pesanti, come getti, posa di laterizi, impermeabilizzazioni a caldo e stese di asfalto, nella fascia più fresca, riservando le ore centrali ad attività leggere, all'ombra o al chiuso, oppure sospendendo il lavoro nei giorni di rischio elevato.

La seconda riguarda le pause. Nelle giornate calde vanno previste pause frequenti in un'area ombreggiata e ventilata, con la possibilità di sedersi, e la loro frequenza deve crescere con il livello di rischio previsto. Acqua fresca deve essere disponibile vicino ai posti di lavoro, non solo nella baracca: l'indicazione pratica è bere piccole quantità spesso, senza aspettare la sete, ed evitare alcolici e pasti abbondanti nelle ore di lavoro.

La terza è l'acclimatazione. Un lavoratore appena assunto, rientrato dalle ferie o trasferito da un clima più fresco non è adattato al calore: nei primi giorni il carico di lavoro e il tempo di esposizione vanno aumentati gradualmente, e queste persone vanno affiancate a colleghi esperti.

Completano il quadro la rotazione tra mansioni esposte e non esposte, il divieto di lavoro isolato nelle ore più calde, il sistema del compagno che controlla le condizioni dell'altro, e un preposto incaricato di consultare ogni mattina le previsioni di stress termico e di attivare le misure previste per quel livello.