B-SP3 Costruzioni · Blocco 4/4 (12–16 h) · Slide 42/50

Ombra, abbigliamento, radiazione solare e lavoratori fragili

Le misure tecniche contro il calore in cantiere sono semplici ma vanno pianificate nel layout. Gazebo, teli ombreggianti sui ponteggi, tettoie mobili sulle postazioni fisse come il banco di taglio o la piegaferri riducono il calore radiante. I mezzi d'opera con cabina climatizzata, con i filtri puliti, proteggono gli operatori. Dove possibile si ventilano i locali chiusi e si evitano lavorazioni in sottotetti non aerati nelle ore calde.

L'abbigliamento deve essere leggero, traspirante, di colore chiaro, a maniche lunghe per proteggere dal sole senza trattenere calore. Esistono elmetti con fori di ventilazione e accessori come copricollo e frontalini assorbenti, compatibili con la protezione della testa. Togliere la maglietta o lavorare in pantaloncini, abitudine diffusa d'estate, aumenta l'esposizione ai raggi ultravioletti e il rischio di ustioni e tagli.

La radiazione solare ultravioletta è infatti un rischio distinto dal calore: la IARC la classifica come cancerogena per l'uomo, gruppo 1, per i tumori cutanei. I lavoratori edili all'aperto accumulano dosi elevate nel corso della carriera. Servono copricapo con falda o paranuca, occhiali con filtro UV e creme solari ad alta protezione, insieme all'informazione sull'autocontrollo dei nei e delle lesioni cutanee.

Il medico competente ha un ruolo centrale nell'individuare i lavoratori più sensibili al calore, come chi soffre di malattie cardiovascolari, diabete o patologie renali, o assume farmaci diuretici o antipertensivi, e nel suggerire limitazioni specifiche nel rispetto della riservatezza sanitaria.