Le misure tecniche contro il calore in cantiere sono semplici ma vanno pianificate nel layout. Gazebo, teli ombreggianti sui ponteggi, tettoie mobili sulle postazioni fisse come il banco di taglio o la piegaferri riducono il calore radiante. I mezzi d'opera con cabina climatizzata, con i filtri puliti, proteggono gli operatori. Dove possibile si ventilano i locali chiusi e si evitano lavorazioni in sottotetti non aerati nelle ore calde.
L'abbigliamento deve essere leggero, traspirante, di colore chiaro, a maniche lunghe per proteggere dal sole senza trattenere calore. Esistono elmetti con fori di ventilazione e accessori come copricollo e frontalini assorbenti, compatibili con la protezione della testa. Togliere la maglietta o lavorare in pantaloncini, abitudine diffusa d'estate, aumenta l'esposizione ai raggi ultravioletti e il rischio di ustioni e tagli.
La radiazione solare ultravioletta è infatti un rischio distinto dal calore: la IARC la classifica come cancerogena per l'uomo, gruppo 1, per i tumori cutanei. I lavoratori edili all'aperto accumulano dosi elevate nel corso della carriera. Servono copricapo con falda o paranuca, occhiali con filtro UV e creme solari ad alta protezione, insieme all'informazione sull'autocontrollo dei nei e delle lesioni cutanee.
Il medico competente ha un ruolo centrale nell'individuare i lavoratori più sensibili al calore, come chi soffre di malattie cardiovascolari, diabete o patologie renali, o assume farmaci diuretici o antipertensivi, e nel suggerire limitazioni specifiche nel rispetto della riservatezza sanitaria.