B-SP3 Costruzioni · Blocco 4/4 (12–16 h) · Slide 48/50

Sospensione inerte e piano di soccorso per i lavori in quota

Un sistema anticaduta che arresta correttamente la caduta di un lavoratore non conclude l'emergenza: la apre. La persona resta appesa nell'imbracatura e, se è priva di sensi o comunque immobile, le cinghie comprimono le vene degli arti inferiori, il sangue ristagna nelle gambe e il ritorno venoso al cuore si riduce. Questa condizione, nota come sindrome da sospensione inerte, può portare a perdita di coscienza e a conseguenze gravi in tempi brevi, che le indicazioni tecniche stimano nell'ordine di poche decine di minuti.

Il recupero deve quindi essere rapido e non può dipendere solo dall'arrivo dei Vigili del fuoco. Per ogni lavoro in cui si utilizzano sistemi di arresto caduta il datore di lavoro deve predisporre un piano di soccorso, come previsto anche dalle norme sui DPI anticaduta. Il piano indica gli scenari credibili, come la caduta dal bordo di una copertura o il malore in un cestello di PLE, le attrezzature di recupero disponibili, i nominativi delle persone addestrate e le sequenze operative.

Le soluzioni più comuni sono l'uso di una PLE o di un'altra piattaforma per raggiungere la persona sospesa, i kit di recupero con discensore che consentono di calare il lavoratore a terra dal punto di ancoraggio, i dispositivi che permettono di sollevarlo fino a un piano sicuro. Se il lavoratore cosciente resta appeso, conviene che muova le gambe e, se disponibile, usi le staffe antitrauma dell'imbracatura.

Il piano va provato con un'esercitazione reale: è il modo più rapido per scoprire che il kit è chiuso nel furgone del capocantiere, assente quel giorno.