Una mappatura utile incrocia ogni mansione con le vie di esposizione prevalenti. L'operatore socio-sanitario ha soprattutto contatto cutaneo e mucoso con urine, feci e secrezioni durante igiene, cambio dei presidi per incontinenza e rifacimento letti; il rischio da taglienti è basso ma non nullo, perché incontra aghi dimenticati nelle lenzuola o rifiuti mal conferiti. L'infermiere aggiunge l'esposizione parenterale per iniezioni, glicemie, prelievi e medicazioni, e l'esposizione respiratoria durante aspirazione tracheale e aerosolterapia.
Il fisioterapista lavora a stretto contatto con residenti che possono avere infezioni respiratorie; l'educatore e l'animatore condividono attività di gruppo dove influenza e virus gastrointestinali circolano facilmente. L'addetto alle pulizie è esposto a superfici contaminate e a rifiuti, e spesso è dipendente di un'impresa appaltatrice: va considerato nel coordinamento ai sensi dell'art. 26, il cui approfondimento appartiene al modulo comune.
L'addetto alla lavanderia interna maneggia biancheria sporca, talvolta con taglienti nascosti. Il cuoco ha un'esposizione legata soprattutto alla sicurezza alimentare, ma diventa rilevante durante i focolai di gastroenterite. Il manutentore può intervenire su scarichi intasati, impianti idrici a rischio legionella e condotte di ventilazione. Una tabella mansioni per esposizioni, aggiornata a ogni cambio organizzativo, è la base per assegnare DPI, formazione specifica e protocollo sanitario.