B-SP4 Sanità residenziale · Blocco 1/3 (0–4 h) · Slide 6/50

Le vie di trasmissione che guidano la scelta delle misure

Ogni misura di prevenzione ha senso solo se interrompe una via di trasmissione precisa. La trasmissione per contatto diretto avviene da cute a cute, ad esempio mentre si mobilizza un residente con scabbia; quella per contatto indiretto passa attraverso oggetti e superfici contaminate, come sponde del letto, carrozzine, sfigmomanometri e maniglie. È la via principale per i germi multiresistenti e per Clostridioides difficile.

La trasmissione tramite goccioline, chiamate droplet, riguarda particelle relativamente grandi emesse con tosse, starnuti e parlato, che ricadono a breve distanza, nell'ordine di uno o due metri: è il meccanismo tipico dell'influenza e della pertosse. La trasmissione per via aerea coinvolge particelle piccolissime che restano sospese a lungo e percorrono distanze maggiori: tubercolosi, morbillo e varicella sono gli esempi classici. Alcune manovre, come l'aspirazione delle vie aeree o la nebulizzazione, producono aerosol anche da patogeni che normalmente viaggiano con le goccioline.

La via parenterale riguarda il contatto del sangue o di altri liquidi biologici con il circolo del lavoratore attraverso punture, tagli o mucose lese; quella oro-fecale coinvolge mani contaminate portate alla bocca, tipica dei norovirus. Un'unica malattia può usare più vie: il SARS-CoV-2 si trasmette per goccioline, aerosol e in misura minore per contatto. Per questo i protocolli combinano precauzioni diverse e il RSPP deve saper spiegare il perché di ciascuna.