Ogni misura di prevenzione ha senso solo se interrompe una via di trasmissione precisa. La trasmissione per contatto diretto avviene da cute a cute, ad esempio mentre si mobilizza un residente con scabbia; quella per contatto indiretto passa attraverso oggetti e superfici contaminate, come sponde del letto, carrozzine, sfigmomanometri e maniglie. È la via principale per i germi multiresistenti e per Clostridioides difficile.
La trasmissione tramite goccioline, chiamate droplet, riguarda particelle relativamente grandi emesse con tosse, starnuti e parlato, che ricadono a breve distanza, nell'ordine di uno o due metri: è il meccanismo tipico dell'influenza e della pertosse. La trasmissione per via aerea coinvolge particelle piccolissime che restano sospese a lungo e percorrono distanze maggiori: tubercolosi, morbillo e varicella sono gli esempi classici. Alcune manovre, come l'aspirazione delle vie aeree o la nebulizzazione, producono aerosol anche da patogeni che normalmente viaggiano con le goccioline.
La via parenterale riguarda il contatto del sangue o di altri liquidi biologici con il circolo del lavoratore attraverso punture, tagli o mucose lese; quella oro-fecale coinvolge mani contaminate portate alla bocca, tipica dei norovirus. Un'unica malattia può usare più vie: il SARS-CoV-2 si trasmette per goccioline, aerosol e in misura minore per contatto. Per questo i protocolli combinano precauzioni diverse e il RSPP deve saper spiegare il perché di ciascuna.