B-SP4 Sanità residenziale · Blocco 1/3 (0–4 h) · Slide 10/50

Guanti: scelta tecnica, marcatura e uso scorretto più diffuso

I guanti monouso proteggono dal contatto con liquidi biologici, ma non sostituiscono l'igiene delle mani: i microrganismi passano attraverso micro-lesioni e contaminano le mani durante la rimozione. Vanno indossati quando si prevede contatto con sangue, liquidi biologici, mucose o cute non integra, e cambiati tra un residente e l'altro e tra una zona sporca e una pulita dello stesso residente.

Dal punto di vista normativo un guanto può essere dispositivo medico, a protezione del paziente, oppure DPI ai sensi del Regolamento UE 2016/425, a protezione del lavoratore; esistono prodotti con doppia certificazione. Per il rischio biologico la norma di riferimento è la UNI EN ISO 374-5: il pittogramma con il simbolo di rischio biologico indica la resistenza alla penetrazione di batteri e funghi, e la dicitura VIRUS indica il superamento della prova specifica per i virus. Per i disinfettanti e i farmaci pericolosi serve invece la verifica di resistenza chimica secondo la UNI EN ISO 374-1, in relazione alle sostanze effettivamente usate.

Il nitrile ha ormai sostituito in larga parte il lattice, che può causare allergie anche gravi, sia negli operatori sia nei residenti. L'uso scorretto più diffuso in RSA è il guanto indossato per lunghi periodi, durante il giro di igiene di più stanze, toccando carrelli, maniglie e telefoni: così il guanto diventa un veicolo di contaminazione. Il RSPP deve chiedere che le confezioni siano disponibili in tutte le taglie e posizionate vicino al punto d'uso.