La confusione più frequente nelle strutture sanitarie riguarda la differenza tra mascherina chirurgica e facciale filtrante. La mascherina chirurgica è un dispositivo medico conforme alla UNI EN 14683: protegge il paziente dalle goccioline emesse dall'operatore e offre una barriera contro gli schizzi, ma non è progettata per filtrare le particelle inalate né per aderire al volto. Il facciale filtrante è un DPI di terza categoria conforme alla UNI EN 149, classificato FFP1, FFP2 o FFP3 in base all'efficienza filtrante e alla perdita di tenuta: è il dispositivo che protegge il lavoratore da agenti trasmessi per via aerea.
Essendo un DPI di terza categoria, il facciale filtrante richiede formazione e addestramento obbligatori ai sensi dell'art. 77, comma 5. L'addestramento deve includere la prova di tenuta eseguita da chi lo indossa a ogni utilizzo e, dove possibile, una prova di adattamento al volto con metodo qualitativo o quantitativo, che permette di scegliere modello e taglia adatti. Barba e basette impediscono una tenuta efficace: è un tema delicato da affrontare con chiarezza e rispetto, ma non può essere ignorato.
Occhi e mucose vanno protetti con occhiali a mascherina o visiere conformi alla UNI EN 166 durante le manovre che possono generare schizzi: aspirazione delle secrezioni, svuotamento di sacche, irrigazione di ferite, pulizia di padelle a mano. Gli occhiali da vista non sono una protezione. In RSA le visiere riutilizzabili vanno assegnate nominativamente e disinfettate dopo ogni uso con un prodotto compatibile con il materiale.