Gli agenti trasmessi per via aerea richiedono le precauzioni più impegnative. Per il residente con tubercolosi polmonare contagiosa sospetta o accertata, morbillo o varicella disseminata, lo standard è una stanza di isolamento per infezioni aeree, con pressione negativa rispetto al corridoio e un numero adeguato di ricambi d'aria orari con espulsione all'esterno o filtrazione assoluta. Gli operatori entrano con facciale filtrante almeno FFP2, e FFP3 nelle situazioni a maggior rischio come le manovre che generano aerosol. Per morbillo e varicella, l'assistenza va affidata in via prioritaria a operatori con immunità documentata.
Quasi nessuna RSA dispone di stanze a pressione negativa. La soluzione realistica è una procedura scritta che preveda: camera singola con porta chiusa e, se possibile, finestra apribile verso l'esterno; facciale filtrante per gli operatori; numero minimo di accessi; contatto rapido con il medico della struttura per il trasferimento in un reparto ospedaliero idoneo, quando il quadro clinico lo richiede. La procedura va concordata in anticipo con il presidio ospedaliero di riferimento e con il servizio di igiene pubblica, non improvvisata durante l'emergenza.
Il RSPP verifica che la struttura abbia in magazzino una scorta di facciali filtranti dei modelli testati sul personale e che chi deve indossarli sia addestrato. Durante il trasferimento in ambulanza il residente indossa una mascherina chirurgica, e chi lo accompagna mantiene il proprio facciale filtrante.