Una RSA non è un reparto ospedaliero: le persone vi abitano per mesi o anni, hanno abitudini, relazioni, oggetti personali, e l'isolamento prolungato produce declino cognitivo e funzionale. Per questo le strategie di contenimento devono essere proporzionate e riviste periodicamente. Le opzioni principali sono la camera singola, la coorte, cioè il raggruppamento di residenti con lo stesso agente in un'area dedicata, e la coorte del personale, cioè l'assegnazione di operatori dedicati ai residenti colpiti per l'intero turno.
La coorte del personale è la misura che più spesso entra in conflitto con l'organizzazione del lavoro: richiede piani di servizio flessibili e numeri sufficienti, perché un operatore che passa da un nucleo con un focolaio di norovirus a un nucleo indenne diventa un veicolo involontario. Durante un focolaio il coordinatore infermieristico, il medico della struttura e il RSPP dovrebbero decidere insieme quali spostamenti sono vietati, chi gestisce i pasti, come si svolgono le attività riabilitative e come si informano i familiari.
L'organizzazione degli spazi influisce molto: nuclei con ingressi separati, depositi di materiale pulito e sporco distinti, sale da pranzo divisibili rendono gestibili situazioni altrimenti critiche. È qui che il parere del servizio di prevenzione va chiesto in fase di progettazione, non dopo. Nel DVR conviene descrivere lo scenario focolaio come situazione prevedibile, con le misure già definite e le persone incaricate.