B-SP4 Sanità residenziale · Blocco 1/3 (0–4 h) · Slide 17/50

Biancheria sporca e infetta: dal letto alla lavanderia

La biancheria usata è una via di diffusione sottovalutata. Lenzuola, federe, asciugamani e indumenti dei residenti possono essere contaminati da feci, urine, sangue e acari della scabbia. La regola di base è manipolarla il meno possibile e senza scuoterla, per non disperdere particelle nell'aria e sulle superfici, riponendola direttamente nel sacco al letto del residente, senza appoggiarla a terra o sul proprio corpo. L'operatore indossa i guanti e, se la biancheria è molto sporca, un camice.

La biancheria proveniente da residenti in isolamento si raccoglie in sacchi idrosolubili, che vengono inseriti direttamente nella lavatrice senza essere aperti, e poi in un secondo sacco esterno per il trasporto. I sacchi vanno chiusi quando sono pieni per circa due terzi, per evitare rotture. Prima di inviare la biancheria si controlla l'assenza di oggetti, perché aghi, lame e lancette nascosti tra le lenzuola sono una causa documentata di infortunio per gli addetti alla lavanderia.

Se la lavanderia è interna, il locale deve avere un percorso dello sporco separato da quello del pulito, lavatrici a barriera o comunque con cicli che garantiscano la disinfezione per via termica o chimica, lavelli e soluzione per le mani. Se il servizio è affidato a un'impresa esterna, i rischi del ritiro e della consegna vanno inseriti nella valutazione delle interferenze e nel contratto: la ditta deve sapere quali sacchi contengono materiale infetto e come trattarli.