B-SP4 Sanità residenziale · Blocco 1/3 (0–4 h) · Slide 20/50

Pulizia e disinfezione ambientale come misura di protezione

Le superfici ad alto contatto, cioè sponde dei letti, campanelli di chiamata, telecomandi, maniglie, interruttori, comodini, braccioli di carrozzine, sollevatori e servizi igienici, sono serbatoi di microrganismi che sopravvivono a lungo: alcuni batteri multiresistenti e le spore di Clostridioides difficile persistono per settimane. Una pulizia accurata riduce sia le infezioni dei residenti sia l'esposizione degli operatori che toccano quelle superfici decine di volte per turno.

Una buona procedura distingue la pulizia ordinaria quotidiana, la sanificazione alla dimissione o al decesso del residente e gli interventi straordinari in caso di focolaio. Indica il prodotto, la diluizione, il tempo di contatto, il metodo, la frequenza e chi è responsabile di ciascuna superficie: un problema ricorrente è che nessuno pulisce le attrezzature sanitarie perché l'impresa delle pulizie le considera di competenza del personale assistenziale e viceversa. Il sistema dei panni in microfibra con codice colore per area, usati una sola volta per stanza, evita di trasferire contaminazioni.

Quando il servizio è appaltato, il capitolato deve contenere le stesse procedure e i controlli di risultato, anche con verifiche visive strutturate o test rapidi sulle superfici. Gli addetti dell'impresa sono esposti ai medesimi agenti biologici degli operatori della struttura e a prodotti chimici: il loro datore di lavoro li valuta nel proprio DVR, ma la RSA deve fornire informazioni precise sui rischi presenti e coordinarsi sulle misure.