B-SP4 Sanità residenziale · Blocco 1/3 (0–4 h) · Slide 21/50

Patogeni a trasmissione ematica e probabilità di infezione

Il rischio parenterale riguarda soprattutto tre virus: epatite B, epatite C e HIV. La letteratura internazionale indica, dopo una puntura con ago contaminato, una probabilità media di infezione che si sintetizza spesso con la regola didattica del trenta, tre e zero virgola tre per cento: fino a circa il trenta per cento per l'epatite B quando la fonte è altamente viremica e l'operatore non è vaccinato, nell'ordine dell'uno-tre per cento per l'epatite C, circa lo zero virgola tre per cento per l'HIV. Per un'esposizione delle sole mucose il rischio è molto più basso.

La probabilità cresce con alcuni fattori: ago cavo che conteneva sangue, come quello usato per un prelievo, puntura profonda, sangue visibile sul dispositivo, carica virale elevata della fonte. Un ago sottile da insulina dopo un'iniezione sottocutanea comporta un rischio inferiore, ma non trascurabile, e va gestito con la stessa procedura.

In RSA le esposizioni parenterali derivano soprattutto da glicemie capillari, iniezioni di insulina ed eparina, prelievi venosi, gestione di accessi venosi e sottocutanei, oltre agli aghi lasciati su comodini, letti o carrelli. A differenza dell'ospedale, il numero di procedure per operatore è minore, ma il personale può essere meno esperto e i dispositivi di sicurezza meno diffusi per ragioni di costo. L'epatite B è oggi prevenibile con la vaccinazione; per l'epatite C esistono terapie antivirali molto efficaci, ma nessuna profilassi; per l'HIV esiste una profilassi farmacologica efficace solo se iniziata presto.