Ogni esposizione deve essere registrata in modo strutturato: data, ora, nucleo, mansione e anzianità dell'operatore, dispositivo coinvolto, presenza o meno di un meccanismo di sicurezza, fase in cui è avvenuta, DPI indossati, azioni immediate e percorso sanitario attivato. Con questi dati il servizio di prevenzione può calcolare l'andamento nel tempo, rapportarlo al numero di operatori o di procedure e riconoscere le cause ricorrenti. La raccolta dei quasi infortuni, ad esempio un ago trovato nel letto senza ferimento, aggiunge informazioni preziose.
Dal punto di vista assicurativo, la puntura accidentale è un evento traumatico in occasione di lavoro. È essenziale che sia documentata con certificazione medica e registrata, perché un'infezione che si manifesti mesi dopo deve poter essere ricondotta a quell'evento ai fini della tutela dell'INAIL. Senza documentazione iniziale il riconoscimento diventa difficile.
L'art. 286-sexies richiede che la formazione, in aggiunta a quella dell'art. 37, comprenda l'uso corretto dei dispositivi medici taglienti, i rischi associati all'esposizione, le misure di prevenzione, le procedure di segnalazione, la risposta e il monitoraggio post-esposizione, l'importanza della vaccinazione. La formazione non può limitarsi alla teoria: l'operatore deve provare il dispositivo di sicurezza in uso nella struttura. Va ripetuta quando si introducono nuovi dispositivi e rivolta anche ai lavoratori di imprese esterne e ai tirocinanti, con verifica dell'apprendimento.