B-SP4 Sanità residenziale · Blocco 1/3 (0–4 h) · Slide 31/50

Vaccinazione contro l'epatite B e verifica della risposta anticorpale

La vaccinazione contro l'epatite B è la misura di prevenzione più efficace contro il principale rischio infettivo da puntura. In Italia è obbligatoria per i nuovi nati dal 1991, quindi buona parte degli operatori più giovani risulta vaccinata nell'infanzia; per le generazioni precedenti e per il personale formato all'estero la situazione è molto variabile. Il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale raccomanda la vaccinazione per gli operatori sanitari e, sul piano prevenzionistico, l'art. 279 e l'art. 286-sexies impongono di offrirla gratuitamente ai lavoratori esposti.

Il ciclo primario prevede tre dosi. Ciò che conta per la sicurezza sul lavoro è la verifica della risposta: un titolo di anticorpi contro l'antigene di superficie pari o superiore a dieci milliunità internazionali per millilitro, misurato dopo il ciclo, indica una protezione considerata duratura. Chi non raggiunge questo valore può ripetere uno o più cicli; chi resta privo di risposta è definito non responder, e in caso di esposizione dovrà ricevere immunoglobuline specifiche.

Per l'operatore vaccinato da bambino e mai testato, il medico competente valuta il dosaggio degli anticorpi ed eventualmente una dose di richiamo per verificare la memoria immunologica. L'esito va registrato nella cartella sanitaria e di rischio, perché sarà la prima informazione richiesta in caso di puntura, magari di notte. Il RSPP non conosce i dati sanitari individuali, ma può chiedere al medico competente dati aggregati sulla copertura del personale, da riportare nella riunione periodica.