La Legionella pneumophila, agente del gruppo 2, vive negli ambienti acquatici e prolifera nelle reti idriche tra circa venticinque e cinquanta gradi, in presenza di ristagni, incrostazioni e biofilm. L'infezione si contrae inalando aerosol contaminato, prodotto da docce, rubinetti, vasche per idromassaggio, umidificatori e torri di raffreddamento; non si trasmette da persona a persona. I residenti anziani, fumatori o con malattie croniche sono i soggetti più a rischio di sviluppare una polmonite grave.
Le Linee guida nazionali per la prevenzione e il controllo della legionellosi, approvate nel 2015, chiedono alle strutture sanitarie e sociosanitarie una valutazione del rischio specifica, un piano di controllo e campionamenti periodici. Le misure tipiche sono il mantenimento dell'acqua calda a temperature che inibiscano la crescita del batterio nei serbatoi e nella rete di ricircolo, l'acqua fredda mantenuta il più possibile al di sotto dei venti gradi, l'eliminazione dei rami morti, lo scorrimento periodico dei punti d'uso poco utilizzati, la pulizia e la disinfezione di soffioni e frangigetto, e trattamenti di disinfezione della rete quando necessario.
Dal lato della sicurezza dei lavoratori, gli esposti principali sono i manutentori che intervengono su serbatoi, filtri e terminali e chi esegue le shock termiche o chimiche. Per loro servono procedure, facciali filtranti per le operazioni che producono aerosol e attenzione alle ustioni da acqua ad alta temperatura. Il tema generale della legionella in ambito non sanitario è trattato nel modulo comune.