Il rischio chimico nelle strutture sanitarie e residenziali si presenta in modo diverso rispetto all'industria. Le quantità sono piccole, ma le sostanze sono numerose e le esposizioni ripetute ogni giorno: detergenti e disinfettanti per ambienti, cute e dispositivi, farmaci, gas medicinali, prodotti di laboratorio, reagenti per la diagnostica, sostanze impiegate in cucina e lavanderia. Gli effetti più frequenti non sono le intossicazioni acute, ma le dermatiti irritative e allergiche, l'asma professionale e le irritazioni delle vie respiratorie e degli occhi.
Il riferimento è il Titolo IX del D.Lgs. 81/08. Il Capo I disciplina la valutazione degli agenti chimici pericolosi ai sensi dell'art. 223, con la possibile conclusione di rischio basso per la sicurezza e irrilevante per la salute, che il modulo comune ha già esaminato in termini generali. Il Capo II riguarda le sostanze cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione, ambito in cui ricadono alcuni farmaci e alcuni agenti come la formaldeide e l'ossido di etilene.
Il primo passo per il RSPP è l'inventario: un elenco di tutti i prodotti presenti, con scheda di dati di sicurezza aggiornata, quantità, luoghi di deposito, mansioni che li usano e modalità d'uso. Nelle RSA si scoprono spesso prodotti acquistati direttamente dai nuclei, campioni lasciati dai fornitori, prodotti dell'impresa di pulizia non comunicati, flaconi travasati in contenitori senza etichetta: tutti elementi che rendono impossibile una valutazione corretta finché non vengono riordinati.