I disinfettanti usati in una RSA appartengono a poche famiglie, ognuna con un profilo di pericolo riconoscibile dalle indicazioni del Regolamento CLP. I prodotti a base di cloro, come l'ipoclorito di sodio e i dicloroisocianurati in compresse, sono attivi contro batteri, virus e spore; nelle concentrazioni commerciali sono irritanti o corrosivi per cute e occhi e riportano l'avvertenza supplementare secondo cui, a contatto con acidi, liberano un gas tossico. Gli alcoli, etilico e isopropilico, presenti nelle soluzioni per le mani e nelle salviette, sono liquidi facilmente infiammabili e irritanti per gli occhi.
La clorexidina, usata per l'antisepsi della cute e del cavo orale, è nota per reazioni allergiche anche gravi. I sali di ammonio quaternario, contenuti in molti detergenti-disinfettanti per superfici, sono irritanti e possono contribuire a dermatiti e sintomi respiratori. Il perossido di idrogeno e l'acido peracetico sono ossidanti, irritanti o corrosivi in base alla concentrazione, con vapori pungenti.
Dal punto di vista regolatorio questi prodotti possono essere biocidi ai sensi del Regolamento UE 528/2012, presidi medico-chirurgici autorizzati dal Ministero della Salute o dispositivi medici quando sono destinati alla disinfezione di altri dispositivi. La categoria regolatoria non cambia gli obblighi di valutazione del Titolo IX: se la scheda di dati di sicurezza indica pericoli, il prodotto entra nella valutazione. Il RSPP deve sapere leggere le sezioni 2, 7 e 8 della scheda per tradurle in istruzioni operative brevi.