B-SP4 Sanità residenziale · Blocco 1/3 (0–4 h) · Slide 42/50

Diluizioni, travasi e miscelazioni pericolose nei locali di servizio

Molti incidenti chimici nelle strutture assistenziali avvengono nei locali di servizio, durante la preparazione delle soluzioni. Il caso più classico è la miscelazione di candeggina con un disincrostante acido per sanitari, che libera cloro gassoso; un altro è l'unione di ipoclorito con prodotti contenenti ammoniaca, che genera clorammine. Gli effetti vanno dall'irritazione intensa di occhi e vie respiratorie fino all'edema polmonare nei casi più gravi, in locali piccoli e poco ventilati come i bagni assistiti o i vuotatoi.

Le misure efficaci sono soprattutto organizzative e tecniche. Si riduce il numero di prodotti, scegliendo pochi formulati compatibili. Si usano sistemi di diluizione automatica a parete o dosatori, che evitano di versare il concentrato a mano. Si preferiscono prodotti pronti all'uso o in monodose quando la quantità è limitata. Si vieta il travaso in bottiglie anonime; se una diluizione è necessaria, il contenitore riporta nome del prodotto, concentrazione, data di preparazione e pittogrammi.

Il deposito dei prodotti chimici deve essere chiuso, non accessibile ai residenti con deterioramento cognitivo, per i quali l'ingestione accidentale di un detergente è un rischio reale, e separato tra sostanze incompatibili. Le soluzioni alcoliche per le mani in grandi quantità richiedono attenzione anche dal punto di vista antincendio, tema che riprenderemo nel blocco dedicato. Nei locali di preparazione servono lavaocchi o flaconi per il lavaggio oculare, guanti adeguati e occhiali di protezione.