B-SP4 Sanità residenziale · Blocco 1/3 (0–4 h) · Slide 46/50

Farmaci pericolosi nella pratica di una residenza per anziani

Le RSA non preparano chemioterapici endovenosi, ma gestiscono spesso farmaci pericolosi per via orale o sottocutanea: antitumorali orali in compresse, ormonoterapie, metotrexato a basse dosi per l'artrite reumatoide, alcuni immunosoppressori e antivirali. Il rischio per gli operatori nasce soprattutto da gesti apparentemente banali: dividere o frantumare le compresse per i residenti che non riescono a deglutirle, aprire capsule per disperderne il contenuto nell'acqua o nel cibo, toccare le compresse a mani nude durante la preparazione del carrello.

Una buona pratica prevede di identificare i farmaci pericolosi presenti, segnalarli nel prontuario e sulle confezioni, chiedere al medico o al farmacista se esistono formulazioni alternative liquide o orodispersibili prima di ricorrere alla frantumazione. Quando non c'è alternativa, si usano frantumatori chiusi dedicati, si lavora con guanti e, se si generano polveri, in modo da ridurre la dispersione, pulendo poi la superficie.

Un altro punto riguarda gli escreti: urine, feci e vomito dei residenti in terapia possono contenere il farmaco o i suoi metaboliti per alcuni giorni, generalmente indicati in circa quarantotto ore per molti principi attivi. In quel periodo l'igiene e lo svuotamento delle sacche richiedono guanti e attenzione agli schizzi. Le lavoratrici in gravidanza o in allattamento non dovrebbero manipolare questi farmaci: il tema delle lavoratrici madri sarà sviluppato nel modulo dedicato ai fattori soggettivi, ma va previsto già qui nelle procedure.