I gas anestetici sono principalmente il protossido d'azoto e gli anestetici alogenati come sevoflurano, desflurano e isoflurano. L'esposizione professionale cronica è stata associata a effetti sul sistema nervoso, sulla riproduzione e, per il protossido, sul metabolismo della vitamina B12. Il riferimento italiano è ancora la circolare del Ministero della Sanità n. 5 del 14 marzo 1989, che indica valori di riferimento di 25 parti per milione per il protossido d'azoto nelle sale operatorie nuove o ristrutturate, 50 parti per milione in quelle preesistenti e 2 parti per milione per gli anestetici alogenati. Le linee guida tecniche successive hanno precisato criteri di progettazione e di controllo delle sale operatorie.
Le misure tipiche sono i sistemi di evacuazione dei gas di scarico collegati agli apparecchi di anestesia, la ventilazione con adeguati ricambi d'aria, la verifica periodica della tenuta di circuiti e raccordi, il monitoraggio ambientale e la formazione degli operatori sulle buone pratiche, come chiudere i flussi prima di staccare la maschera.
In una RSA le sale operatorie non esistono, ma il protossido d'azoto può comparire in miscela con ossigeno per l'analgesia durante medicazioni dolorose o in ambulatori odontoiatrici annessi alla struttura. In questi casi si applicano gli stessi principi in scala ridotta: erogazione con valvola a domanda e sistema di scarico, uso in locali ventilati, numero limitato di operatori presenti, attenzione per le lavoratrici in gravidanza.