MAPO è l'acronimo di Movimentazione e Assistenza Pazienti Ospedalizzati. È un metodo sviluppato in Italia negli anni Novanta, validato con studi epidemiologici sulla prevalenza di lombalgie acute negli operatori di reparto e oggi riportato nel rapporto ISO/TR 12296. Pur nato per i reparti ospedalieri, è ampiamente applicato nelle RSA e nelle lungodegenze, dove le condizioni dei pazienti sono simili.
L'indice nasce dall'idea che il rischio dipenda dal rapporto tra pazienti da movimentare e operatori disponibili, corretto dalla qualità delle dotazioni e dell'organizzazione. La formula è: indice MAPO uguale a, tra parentesi, NC diviso Op moltiplicato per il fattore sollevatori, più PC diviso Op moltiplicato per il fattore ausili minori; il tutto moltiplicato per il fattore carrozzine, per il fattore ambiente e per il fattore formazione.
Op è il numero di operatori addetti alla movimentazione presenti nelle 24 ore, sommando i tre turni. I non collaboranti sono pesati con il fattore sollevatori perché richiedono un sollevamento totale; i parzialmente collaboranti con il fattore ausili minori, perché per loro bastano teli, cinture e tavole. Gli altri tre fattori agiscono su tutto il risultato: carrozzine inadatte, bagni stretti e personale non addestrato aumentano il rischio per qualunque tipo di paziente.
Il pregio del metodo è che ogni fattore corrisponde a una leva di intervento concreta: comprare sollevatori, ristrutturare un bagno, fare addestramento, rivedere gli organici.