B-SP4 Sanità residenziale · Blocco 2/3 (4–8 h) · Slide 16/50

Quando l'ausilio non basta: principi di tecnica operativa

Anche con dotazioni adeguate restano manovre in cui l'operatore impiega la propria forza, per esempio l'accompagnamento di un ospite parzialmente collaborante, l'aggiustamento della postura in carrozzina o l'intervento rapido per evitare una caduta. In questi casi la tecnica conta. Il primo principio è stimolare la collaborazione residua: spiegare all'ospite cosa si sta per fare, dare comandi brevi e attendere la sua risposta, sfruttando i movimenti che ancora sa compiere.

Il secondo principio riguarda la postura: portare il letto all'altezza adeguata, tenere il carico vicino al corpo, mantenere una base d'appoggio ampia con i piedi divaricati e orientati nella direzione del movimento, evitare torsioni del busto spostando invece i piedi, usare le gambe e il peso del corpo più delle braccia. Il terzo è il lavoro in coppia per le manovre più impegnative, con un solo operatore che dà il tempo.

Alcune manovre sono da considerare non accettabili in qualsiasi circostanza: sollevare manualmente un paziente non collaborante dal letto alla carrozzina, tirare l'ospite per le braccia o sotto le ascelle, sollevarlo da terra senza sollevatore dopo una caduta. Se in un nucleo queste manovre sono ancora abituali, la causa va cercata nell'organizzazione, cioè carenza di ausili, tempi troppo stretti o personale insufficiente, e non solo nel comportamento del singolo. Un'istruzione operativa scritta, affissa nei punti di lavoro, aiuta a rendere esplicito ciò che non si fa.